La storia

La produzione del vino, in questa parte della Sicilia, si intreccia con la storia della casata Beneventano per più secoli.

I feudi di Armenia, Sant’Agostino, Frescura, cioè le terre più vocate alla cultura della vite nelle sue varietà autoctone, furono ed in parte rimangono proprietà di questa famiglia nota nel siracusano per lo spirito di iniziativa e l’amministrazione moderna ed organizzata dei propri feudi in tempi, la fine ‘600 in cui ciò non fu certo consuetudine.

Proprio nel feudo Frescura, sito tra Siracusa e Floridia, terra da sempre chiamata dai viticoltori con l’appellativo “mamma del vino”, verso la metà del XVIII secolo il Barone Guglielmo diede inizio ad una importante attività vitivinicola, imperniata sopratutto sulla produzione del rinomato Moscato di Siracusa.

Questo Moscato, conosciuto e particolarmente apprezzato in tutte le corti d’Europa, veniva trasportato via mare a bordo di feluche, speronare, pinchi, tartane e brigantini, come fanno fede le decine di bolle di carico rimaste nell’archivio di famiglia ed in dettagliati rendiconti sull’amministrazione dei feudi.

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Guglielmus Fecit

All’inizio del secolo scorso, il barone Matteo, con spirito pionieristico attraversa l’oceano ed apre a New York un emporio per la vendita della propria produzione vinicola e sopratutto per far conoscere sui nuovi mercati d’oltre oceano il Moscato di Siracusa.

Anche in tempi recenti nonostante il perdurare dei fattori negativi che determinarono la crisi della produzione vitivinicola nel nostro territorio, il feudo Frescura ha continuato a produrre Moscato e Calabrese parte dei quali veniva posto in invecchiamento nella cantine del Palazzo Beneventano a Siracusa.

Oggi Pietro Beneventano rinnova questa antica tradizione di famiglia impiantando nuove superfici vitate per riproporre ad un mercato sempre più attento ed interessato una produzione di alto livello qualitativo.

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Amabile conversazione sui vini con l’enologo dell’Azienda dottor Cesare Ferrari